Il Freelancecamp Italia è arrivato alla sua 5° edizione ed è tornato al Boca Barranca (Marina Romea, Ravenna).

Che cos’è il Freelancecamp

È un barcamp nato da un’idea di Miriam Bertoli, Gianluca Diegoli e Alessandra Farabegoli che riunisce liberi professionisti di tutta Italia con il desiderio di conoscersi, contaminarsi e autoaffermarsi.
Potete trovare maggiori informazioni su www.freelancecamp.net

Come ci sono arrivata

Ho aperto la partita iva a Gennaio 2016. Ricevo la newsletter, acquisto il pass e solo una settimana prima del camp prenoto viaggio (da Reggio Calabria!) e alloggio. Salto sul treno dopo una giornata di lavoro e sento una mia amica al telefono che mi chiede “Vai da sola?”. Non me n’ero resa conto. Stavo andando a una reunion, che seguivo su Youtube dal 2014, senza conoscere nessuno.

freelance camp
freelance camp

Sento poi mia madre. Le spiego in poche parole che stavo andando a Ravenna per un “corso” (non avevo voglia di stare a spiegare cos’è un camp e chi è e cosa fa un freelance). In realtà l’avevo considerato un’occasione per apprendere ed ero consapevole di essere alle prime armi nel mondo dei freelance da essere pronta ad imparare il più possibile. E invece sì, è vero, ho imparato tanto, ma l’aspetto che mi ha più colpito è che mi sono riconosciuta in molti racconti degli speech. All’inizio ero insicura, come Giulia Tosato al primo giorno di Freelance Camp; poi ero la freelance che lavora in qualsiasi posto come Miriam Bertoli; mi sono rivista anche in Giorgio Minguzzi, che non ama gli incontri che hanno come unico obiettivo lo scambio di bigliettini da visita.

Vai al Freelance Camp per imparare e impari, ma risvegli anche tante idee che avevi messo da parte per le deadline imminenti e il tuo sito (ancora da creare) diventa fondamentale… tu, freelance, sei al centro!

Alessandra Farabegoli e Marco Brambilla hanno infatti tenuto l’ultimo speech sulla manutenzione del freelance, su cosa fare per prendersi cura della propria persona in quanto professionista.

Gli speech del Freelance Camp 2017

Ecco per voi 8 dei 24 speech del Freelance Camp.

Le parole sono importanti

Quali sono le parole che, quando le leggiamo, ci fanno scattare l’embolo? Ce l’ha chiesto Annamaria Anelli, colei che “aiuta le persone a raccontarsi in modo semplice e vero”.
Non fa riferimento a inglesismi come “schedulare”, “location” e “screenshottare”, ma a quelle parole che, tra le righe, nascondono un significato diverso da quello apparente: no, non, ma, però, tuttavia, tutti, nessuno, sempre, mai, ogni volta, ma anche avverbi modali come sicuramente, ovviamente, molto strano.
Riflettiamoci. Una cosa è dire “Ti credo e verificherò”. Un’altra è dire “Ti credo, ma verificherò”.
Annamaria ci ricorda di essere gentili e cortesi non solo nella comunicazione verbale, ma anche e soprattutto in quella scritta. A chi di voi è capitato di scrivere un’e-mail arrivando direttamente al punto senza nemmeno salutare?

Il vero networking

Gli eventi di networking non servono per fare networking. Il consiglio di Giorgio Minguzzi è di non andare solo agli eventi il cui unico obiettivo è lo scambio di bigliettini da visita.
Le occasioni in cui dare una spinta alle serendipity e alla nascita di collaborazioni sono quelle più spontanee: la corsa mattutina, le partite a golf e a calcetto, il caffè al bar, una conferenza, la pausa pranzo, attività di volontario.

Cosa suggerirei io? Vivete offline. Non pensate solo al lavoro e a cercare in ogni modo di agganciare clienti e creare partnership. Siate parte integrante del territorio che vi circonda e della città in cui vivete. Create relazioni con tutti e non solo con i big men della situazione!

Si può essere freelance introversi?

Daniele Paviani, il freelance introverso, è salito sul palco degli speaker con una t-shirt che la raccontava lunga

“Just shy, not antisocial. You can talk to me!”.

Daniele ci ha fatto entrare nel suo mondo e ci ha raccontato le diverse caratteristiche di un freelance introverso e di un freelance estroverso.

E voi come siete? Io sono una freelance estroversa che a volte avrebbe voglia di essere asociale per evitare tante chiacchiere inutili.

Il brucofarfallismo: l’importanza dei fallimenti

Nicola Bonora si è fatto promotore del “brucofarfallismo”. Ciò che per il bruco è la fine del mondo, per la farfalla è l’inizio della vita. Con un’ironia e un’autoironia fuori dal normale, il supporto di citazioni di grandi nomi ed esilaranti fotomontaggi, ha narrato i suoi fallimenti.
Sapete… non è da tutti! Non è da tutti rendersi conto di aver fallito. Non è da tutti raccontarlo davanti ad altri colleghi.

Stay bruco!

Stay, bruco” è il suo motto! Non facciamoci spaventare dal fallimento…è un’opportunità di crescita, di rinascita!

Nuove opportunità per reinventarsi

Sapete cos’è una IAD? Patrizia Polito, dopo aver lavorato per 15 anni nel marketing, ha aperto un’Impresa Alimentare Domestica, un modo per vendere legalmente cibo preparato in casa. Sul web è, infatti, Mamma Fornaia e in casa realizza pane e grandi lievitati che poi vende.
Il regolamento della Comunità Europea che ha sancito la regolarità della IAD è il n. 852 del 2004. E sapete quando è nata la prima IAD in Italia? Solo 10 anni dopo. Considerate che ancora oggi nemmeno gli enti pubblici ne sono a conoscenza.

Chi è stato al Freelance Camp, invece, adesso sa cosa è necessario fare per avviare una IAD:
1) frequentare il corso HACCP
2) fare domanda al SUAP
3) richiedere la SCIA al Comune
4) pagare le tasse al Comune
5) effettuare i necessari lavori in casa
6) aprire la partita iva
7) iscriversi alla Camera di Commercio.

Scrivere un libro

Per chi non ama cucinare e sogna di pubblicare un libro, Apogeo, sponsor del Freelance Camp, supporta gli autori freelance che hanno un libro nel cassetto (o sul pc).
Su Apogeo trovate l’elenco delle tipologie di libri che preferiscono pubblicare.

Scrivere al meglio in inglese

Google translator per freelance
Google translator per freelance

Chi lavora sui social e nel digital si trova spesso a scrivere in inglese e a interagire con colleghi e clienti di altre nazionalità. Francesca Manicardi, oltre alla lettura di blog e riviste in inglese, ci consiglia tre strumenti per migliorare la nostra scrittura:
ludwig.guru
mymemory.translated.net
www.linguee.it

Qual è la nostra immagine pubblica?

Durante i due giorni del Camp abbiamo anche ascoltato i consigli di una consulente d’immagine d’eccezione: Anna Turcato.
Ci ha posto delle domande che ci hanno fatto riflettere sulla nostra immagine pubblica.
Fatelo anche voi:
– Quale colore ti piace?
– Quale colore indossi?
– Le altre persone quale colore associano alla tua persona o al tuo brand?
Hai risposto? Bene. Adesso scegli il colore che più ti rappresenta e colora il tuo brand… e poi? Colora anche il tuo guardaroba. Piccolo tip: utilizza colori complementari, come ad esempio il blu e l’arancione.

Guarda le foto!

Tutte le foto ufficiali sono state scattate dalla prima persona che ho conosciuto al Camp e che mi ha salvata dalla mia improvvisa timidezza: Roberto Cortese. Le trovate su flickr.

Info edizione 2017

Avete anche voi il desiderio di partecipare alla prossima edizione del Freelance Camp? Sul sito trovate le informazioni sull’edizione del 2017.

Se vuoi la nostra squadra di freelance per migliorare i tuoi servizi, contattaci!

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